Nota introduttiva alla Poesia
Questo testo nasce dopo
l’opera, non sull’opera.
Non intende illustrarla né
commentarla, ma sostare nel punto in cui l’immagine smette di essere oggetto e
diventa presenza.
Gli appunti sul bordo sono un
esercizio di ascolto visivo: parole che non spiegano, ma registrano una
vibrazione.
La poesia qui è un atto di fedeltà al
silenzio dell’opera.
Appunti sul bordo – Geometria del silenzio
La Poesia
dell’Opera
Tutto è
fermo,
e proprio per questo che accade.
Le figure
non si cercano,
non si toccano,
non si riconoscono.
Stanno ciascuna nel proprio peso di esistere,
come se il tempo avesse deciso
di disporsi in forma di spazio.
C’è un
dolore che non grida,
spostato di lato,
quasi escluso dalla scena principale.
E c’è una calma che non consola,
ma ordina.
L’opera non
chiede compassione,
chiede attenzione.
Invita a misurare le distanze,
a comprendere che il dramma più radicale
non è l’evento,
ma l’indifferenza che lo circonda.
Qui il bordo
non è margine emotivo,
ma struttura.
È la linea invisibile
che separa il gesto dal senso,
l’azione dalla coscienza.
La poesia
nasce in questo scarto:
tra ciò che vediamo
e ciò che scegliamo di non vedere.
Nasce quando accettiamo
che la verità non occupa il centro,
ma abita le laterali,
le soglie,
le parti lasciate in ombra.
Scrivere
diventa allora
un atto di responsabilità:
tenere insieme ciò che l’opera separa,
senza ricomporre,
senza pacificare.
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