"Perduto è tutto il tempo che in
amar non si spende"
(Torquato Tasso)
Tra le parole prime, apprese per
inerzia e poi riapprese nel corso degli anni, c'è "tempo", quel tempo
che si affretta, che mi assedia, che si insedia sottopelle e traccia solchi e
sentieri e, a volte, invecchia, a volte arretra, a volte sembra evaporare, ma è
sempre la misura del mio esistere.
Io sono piccola, come le cose che scelgo, mi nascondo nell'ombra o mi asciugo al vento.
Sono la goccia, il filo d'erba e
l'occhio che li ruba.
Oggi ritorno a casa con una canzone
nuova, le mani fredde, nella testa il sorriso beffardo di uno studente, i
battiti del suo cuore giovanissimo li nascondo nelle mie tasche.
Sono fatta di minuti e non di ore.
E più cresco, più divento piccola.
Nel tempo ho perso pudore, perdono il cuore per essersi spogliato. Sporco, come maiali nel fango, ha deposto le armi e si è dato, cuore audace e benedetto.
Ho perso tempo, ma il tempo ha ritrovato la mia strada e mi ha raggiunta, si tiene stretto a me, nascosto nel mio sangue e so che non è poco, ma abbastanza, se speso con dovuta parsimonia.
Il sudore non l'ho sprecato mai, l'ho speso tutto per il mio travaglio. Mi sono messa al mondo un'altra volta, pulita e nuda come brina d'inverno.
Stasera ingoio il tempo morto e torno infante e mordo fantasie che non ricordo. Penso agli amori persi e presi, agli atti osceni in luoghi privati. Mastico male la falsa verità che altri chiamano realtà, rigurgito la noia e l'abbandono. Mi nutro di parole mute, l'amore si dichiara con le mani.
E adesso so che l'amore non ha fretta
né freddo, cammina lento e nudo, non trema, non teme, ma mente tinge il cielo
di bianche bugie, parla piano piano, non piange mai, piano piano pigola, poi
spicca il volo e va dal nido alla luna, la bacia sulle guance, viaggia da
clandestino, cerca fortuna, chiede perdono, torna a casa ogni sera senza
fretta, barcollando.
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