I poeti lavorano di notte
I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di
loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.
(Alda Merini)
Mi parla con voce roca, è balbuziente il mio cuore, timido, impaziente. Crede alle apparenze, apparecchia con cura per la cena,consuma lentamente ogni pietanza, non rinuncia alla preghiera della sera.
Di notte sente un rumore nascosto
nelle arterie e trema.
Credo sia troppo composto questo
cuore, allora gli faccio posto sul letto sfatto, lo invito a ballare scalzo,
incalzo, insisto, finché non cede e ride di sé, delle mie domande, delle sue
risposte, delle scomposte promesse a cui non sa rinunciare.
Mi trascino a piedi scalzi dove la terra trema e tremo anch'io.
Ma non è facile imparare a tremare
quando fuori è buio e per questo è importante dare e darsi la buonanotte.
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