giovedì 23 maggio 2024

POESIE SUL TEMA "IO"


 POESIA INEDITA DI DORIS BELLOMUSTO

Eccomi 


Se chiedi a me chi sono 
so dire nome e cognome 
so dire a chi appartengo 
da dove vengo, quanti anni ho. 
Ma non è questa la risposta. 
Se chiedi a me chi sono
so dire poche cose. 
Sono un frammento, 
un pezzo, 
un punto in un ricamo, 
un segmento, un segno 
distratto, un incrocio, 
un bivio, un binario 
un numero primo, una vocale 
aperta, una virgola, un punto 
interrogativo, un caffè 
sospeso, un vetro rotto, 
un atto mancato, 
un coito interrotto, 
un aborto spontaneo. 
Se chiedi a me chi sono 
so dire chi non sono. 
Non sono intera in niente, 
anche il mio nome 
resta sempre aperto. 
Sono un campo a maggese
terra gravida, luna sterile, 
cielo che canta in silenzio.

POESIA INEDITA DI GRAZIA PROCINO

Non è già estate
questo caldo mi assale
è il tuo sguardo su di me. 
Accende.


POESIA INEDITA DI LUCIA TRIOLO

Fuori dalla parola

Fuori dalla parola
forse
somiglio al
qualcuno
che credo di essere

cammino verso di lui
sul ciglio
dei miei anni
sul ciglio di una ninnananna
lontana

è vuoto il suo volto
mi libera
va verso un altro

POESIA EDITA 
TRATTA DA "DI SABBIA E DI ARANCIO CANTERO'" 
DI MAURIZIO ROSSI














PIU' LENTO

Post-it per rammentare,
più attenzione nell’attraversare,
più tempo nella cura del mattino
distratto dal predisporre
pranzo e cena e faccende.
Con il peso sullo sterno
e l’assurdo nella testa
corrono i mesi e io
rallento e tengo insieme
i miei progetti con i lacci
dei nervi e delle vene.
Ogni notte più lento
sento che batte il tuo cuore.

POESIA INEDITA DI ATTILIO MAROCCHI

Non e' tutto semplice?
Ho dato quanto basta? Nel soffio della notte? Nel ripensamento? Nello ardore? Nell' andare di Vega?
Come se le costellazioni e le nebulose sapessero sostenere lo sconfinare in un velluto di intenti?
Forse ho osato.
Ho fin calpestato.
Cose semplici. E aiuole di amore.
E foreste. E distanze.
E teorie.
E l' aia della casa avita.
E le fosforescente del giardino.
In una leggerezza.
Arrivando a toccare le idee, le loro perplessita' a continuare ad essere dopo avere oltrepassato l'audacia di pensare.
Come senza un ritorno.
E ancora non mi ritrovo! Non presso il vecchio pioppo che ha visto passare le generazioni. Non accanto al focolare dove le favole a restare hanno guardato le fiamme a dissiparsi.
E le scintille sono diventate cenere.
Ho dato?
Il signore dei cerchi e dei quadrati. Quello oltre gli opposti del male del bene. Decidera'.
Decidera' se ho amato.!
" Non e' tutto semplice?"

POESIA INEDITA DI PATRIZIA SARDISCO

Pingue
discontinua e plurale
assorbo voci e croci
di brute epifanie occasionali
e sono
multiplo di io
sottomultiplo a Dio
potenza ennesima di sfalci e potature
la radice di un rovo senza more
                                    [senza amore]
decimale aperiodico infinito:
arrotondata per eccesso


















POESIA EDITA TRATTA DA 
"APPRENDISTATO ALLA SALVEZZA" 
DI PASQUALE VITAGLIANO

















Di sicuro

C’è solo

Che sono vivo

Sì sudo

Ma sto bene

Sudo senza volerlo

Non riesco più a pensare

Come sono arrivato

A questo punto senza sudare

Non c’è alcun calcolo

Nei segni lasciati sulla fronte

Non sono concetti queste gocce

Viscerali e loquaci segnalano

Senza alcuna intenzione visibile

Il momento più eloquente

Che non battezza alcuna bellezza

Ma in silenzio pronuncia il mio nome.

 


POESIA EDITA TRATTA DA 
"L'ORIGINE" DI DOMENICO CIPRIANO














Io sono 
tutte le terre che ho visitato
anche se da una sola
ho preso vita. 
                       Lì 
è rimasta ferma una ferita 
per ogni passo 
trascinato stanco
per ogni sguardo 
che non mi riconosce.

E sono tanti i segni sul mio corpo
che ha tracciato la poesia 
di chi 
non ha più un luogo 
e chiede asilo.

DUE POESIE INEDITE DI LUCIA LO BIANCO

Ho liberato infine le parole

Ho perso tempo tra la polvere di latta
ed ho inseguito effimere esistenze
nelle fessure e negli spifferi bugiardi.
Ho liberato infine le parole nelle notti
di tristi veglie insonni, suoni rinchiusi
tra celle e carcerieri in stanze abbandonate.
E mi inseguivano le unghia più affilate 
di storie alla ricerca di autori consenzienti,
con lance e frecce contro anime innocenti,
solo frammenti di cenci stesi sulle funi
delle memorie riscattate, quando le scatole
del tempo vagabondo spalancavano gli abissi.
E poi spruzzi di scampoli di mare nel silenzio
riempivano di linfa le stanche vene senza sangue
e ricoprivano di spiriti superstiti le superfici 
sfregiate dal crudele linciaggio del tempo.
E ho pettinato i miei pensieri vuoti e stanchi
lungo lunghe strade, come filigrana sotto pelle,
per poi rialzarmi come bionda primavera
perduta a rincorrere scomposti venti scarmigliati.
E poi giù, ad inseguire le infinite onde all'orizzonte
tra vite nate ed inventate all’improvviso,                                      su davanzali incolti di parole e di pura fantasia.

La luna e il suo mistero

Rimane vigile un'ultima parola 
mentre accanto sospira il vento,
raccolgo i cocci dei miei giorni
ed accarezzo lenta i miei pensieri.
Si avvolgono le onde una ad una
e rimane solo un urlo morbido
e silente, solitudine al tramonto,
voce soffusa nel silenzio dei colori
al calare delle ombre. Rumori.
Mi chiedevi dei fruscii, singhiozzi
di mare verso sera. Ricordi? 
Sembra ieri: sfioravi la mia anima
col soffice tocco fragile di vita.
Ora solo suoni, distanti e perduti
e mi ritrovo in questa cuna del tempo
ad attendere invano l'infrangersi
del mare sulla riva, moto infinito.
Attendo la luna e il suo mistero.




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