lunedì 22 aprile 2024

POESIE SUL TEMA PAROLA

 














Audio poesia edita "Parole" di Laura Pierdicchi



Due poesie edite di Maurizio Rossi

Parole vive

 Sono aratro le parole

dissodano la mente e l'anima

ne fanno grembo

di sapienza, che germina

e che spiga l'innocente

saggezza dell'umano.

 

È fatica pazientare, il lento

incedere, spingendo l'erpice

nella crosta riarsa

da venti d'egoismo.

 

A sera, siedi accanto

al pozzo a riposare,

una donna ti chiederà da bere

accoglila nel cuore,

lei ti darà parole vive.

 

 Sapori forti e veri

 

Se le parole avessero la forza

di una coppia di buoi bianchi

sul dorso, l'aratro avrebbe ali

per lavorare questo campo

ad accogliere semenze

da fare spighe e grani e pani

sinceri di sapore.

 

Te li darei con vino rosso

e olive nere, da gustare

fino all'osso.

Sapori forti e veri

per preservare labbra

e occhi dall'inverno,

nel rosso ritrovare

il sole dell'estate che tu ami.

 

Da tempo le parole

non aprono le zolle

di sogni e di mistero.

 

Forse l'amore chiede lontananza

per ritrovare nitide visioni

perché diviene presbite negli anni,

forse chiede  pazienza del silenzio -

smarrito nella nube di parole -

per rivelarsi senza più pudore.












Poesia edita "Mi cerco su tempi lontani" di Maria Grazia Galatà


[Aprile è il più crudele di tutti i mesi. Genera

Lillà dalla terra morta, mescola memoria e desiderio (… ) scriveva Eliot]

 

la via lunga dell’intoppo tra magiche aspirazioni dove A diceva 

di andare oltre la pagina 

segnata – oltre ogni respiro - allo stendersi

del fiato  e mi perdo nell’inganno l’insopportabile 

leggerezza di un cielo

capovolto alle spalle – lontano da ogni

minima ripetizione di vuoto – la tentazione

del gesto orale in questo tempo parallelo

mi nasconde da una pace inquieta un dopo.

 

a capo

siediti accanto al punto di giunzione  un passo

dopo l’attesa – canterai per me  questa

percorsa incertezza  lì nei punti della caduta

questo niente che  ci accarezza

di rare rarissime accensioni e ti parlerò del mare di notte  nella parola jour  (giorno)

sotto la pioggia e il silenzio tra lettere di  fuoco

dell’oceano . Il sole tramonta e questa disaffezione d’ 

anime mi irrita come il gelo

che scende adesso dalla montagna

fragile un verso ecco il vento opposto -

le notti incompiute - i brividi dell’accortezza









Poesia edita "Disappartenenze" di Cipriano Gentilino



Parole lavate

disossate di senso

nelle sillabe dei silenzi

parlati sul limite sgretolato

dell'imbarazzo

istantanee senza data

diluite nei riti

delle appartenenze mancate.


Poesia inedita di Doris Bellomusto

Oggi ho raccolto parole:

Pulviscolo

Frinire

Vento 

Resina 

Volevo tenerle con me, 

ma con un batter d'ali 

sono volate via 

insieme ai gabbiani. 

Non è rimasto niente

solo un prurito 

sulla mia caviglia 

e un pallone 

che rimbalza sull'asfalto; 

uno zaino in disordine 

e una canzone degli Oasis 

che si mescola al mondo 

e alla stanchezza.

 

Poesia inedita di Grazia Procino

La mia parola si tuffa alata

come Omero cantò,

si ritrae smarrita alla fiera delle vanità

dà forma e fa essere ogni cosa

s’ inquieta di fronte ai segreti del potere

s’ indigna inconsolabile davanti alla barbarie

si libra leggera come una farfalla

lambisce ferite che neppure il tempo guarirà

è pervicace consolazione all’arazzo del mio destino.





Due poesie inedite di Lucia Lo Bianco

Non lasciate che parole sulla riva

 Non lasciate che le colpe ricadano

sulle ombre variegate della notte

e sulle bianche pelli fragili di vento

che inseguono risposte in clessidre

vuote, nei vuoti di fessure trasparenti.

Non lasciate che ricadano macigni

sopra ataviche rocce in erosione,

si sfaldano muri di cristallo nel tempo

ed i sassi si rincorrono nei fiumi

sopra letti corrosi dalle acque.

Come un soffio questa vita scorre lieve

senza tracce, solo tenui scalfiture,

siamo brezza nelle aurore verso oriente

che scompare in crepuscoli di nebbia,

siamo nuvole di morbida foschia

che si nutrono di pura evanescenza

e frughiamo tra gli oggetti abbandonati

come naufraghi in delirio tra relitti.

Siamo vento che trascina stanchi passi

sopra sabbie di deserti sconosciuti,

non lasciate che parole sulla riva

si cancellino per sempre in fondo ai mari.


E mi mancano ancora le parole

(Al mio papà in cielo dal 1987)

 Come soffio la tua voce nel silenzio

si riveste di cristallo dentro il tempo

ed è morbido racconto colorato

dalle mani che lavorano una tela.

È un incanto questo suono conosciuto

che ricopre i miei ricordi abbandonati,

stilla lenta una lacrima sul volto,

una goccia dopo goccia scorre ancora.

La memoria mi sostiene e resta salda

e riappare la tua spalla nel conforto.

Le parole sono vento, alito caldo,

sono roccia, sono stabile difesa.

E mi vesto di carezze e di sorrisi,

mi diletto tra le rose di un giardino,

come bimba tra festoni e palloncini

volo in alto, come angelo senz’ali.

Ma al risveglio è questo sogno

che riempie qualche scatola ora vuota

e mi mancano ancora le parole,

quelle belle che una volta mi insegnavi.


Audio poesia inedita di Angela Caccia, 





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